SENZA RITORNO.

Porto a casa 24 ore di noi.

I nodi nei capelli, inestricabili come i miei pensieri, i tuoi baci sulle labbra, i tuoi lividi sulla schiena. Cane mordace, lupo mannaro, vampiro assetato di me.

La sensazione della tua pelle di seta sotto le mie mani, polpastrelli che serbano memoria di te, palmi da accarezzare pensando al tuo osso iliaco, al quale mi aggrappo tra la folla.

Le narici a sentire il tuo odore che mi aleggia intorno per giorni.

Faccio il pieno di te per non andare in riserva: sei il carburante che alimenta il cuore, motore che ronza, mio finestrino sul mondo, specchio che riflette parti di me che non conosco.

Luce rassicurante, abitacolo 

accogliente…

Posto in cui vivere.

Chissà com’è vivere senza nessuno che ti si infila sotto la camicia per esplorare la tua schiena, si insinua nei pantaloni per afferrare la tua chiappa; senza me, sempre addosso.

Chissà come farò invece io in questi quindici giorni senza te…

La prossima volta, non scendo.

La prossima volta, vengo via con te.

  

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