DOCCIA.

Lascio scorrere l’acqua della doccia mentre mi spoglio, una nuvola di vapore invade il bagno. Sorrido. Penso a quando l’abbiamo fatta insieme, alla temperatura che per me era fredda e per te caldissima, ma abbiamo taciuto tanto era il piacere di stare lì, insieme, ad insaponarci, timidamente, goffamente, chè per assurdo non abbiamo ancora tanta confidenza, noi due…

Ad un certo punto sei scappato; probabilmente ti stavi ustionando. Non hai detto niente, come me,ma appena sei uscito ho girato la manopola verso sinistra per riscaldarmi, o bollirmi come un’aragosta, non so.

A me l’acqua piace calda al punto da arrossarmi la pelle, al punto che divento a chiazze, potrei quasi spellarmi… Al punto che il contatto è quasi una sofferenza, ma una di quelle dolci, come quando mi mordi, come quando mi affondi le unghie nella carne… Come quando mi scopi.

Come quando te ne vai…

 

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