ATAVICHE PAURE.

Le bastava rimanere sola con sè stessa troppo a lungo per venire rapita dai suoi demoni.

Restava in loro balìa sempre meno tempo, di volta in volta. 

Non li scacciava: sapeva che era inutile. Le paure si nutrono di timore.

Resistono ai tentativi di liberarsene.

Abbandonano il campo solo se le guardi in faccia, ridendone.

Ignorandole o parlandone a qualcuno che le ridimensionasse facendogliele vedere da un altro punto di vista, rendendole ridicole.

Aveva imparato a gestirle. Più o meno.

 Era ancora troppo presto per vivere senza o, forse, quel giorno non sarebbe mai arrivato.

Le tenevano compagnia da tanto di quel tempo che non ricordava neanche di esserne mai stata libera.

Paure e spettri, amici pazienti, un sentimento in sboccio.

La voglia di uscirne.

Il bisogno di ricominciare.

O viceversa.

C’era un sacco di lavoro da fare.

Chiuse gli occhi, sopraffatta.

Un altro giorno era passato, ne sarebbe arrivato uno nuovo.

Ogni mattina si sarebbe sentita meglio, più forte, più sicura.

Forse, più amata. 

Essere amata era la cosa che più desiderava al mondo.

Era l’utopìa con la quale si trastullava nei momenti bui.

Essere amata? Impossibile.

Chissà se qualcuno avrebbe avuto la pazienza di starle accanto, di aspettare che lei si rendesse conto che era tutto finito. Di dissipare la nebbia con un sorriso. Un abbraccio. Milioni di baci.

Parole.

Di farle capire che era al sicuro. Protetta. Amata (ancora: il suo nodo karmico. Non l’esserlo, ma percepirlo. Crederci.)

Che poteva fidarsi.

Che lui c’era.

  

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2 pensieri su “ATAVICHE PAURE.

  1. A volte il desiderio di essere amati ci annebbia la vista, ci rende fragili e vulnerabili, ci costringe all’angolo, confondendoci, in balia di individui più simili al lupo cattivo che al principe azzurro. Le favole qualche volta ci vengono raccontate da personaggi improbabili che raccontano favole…
    Ti auguro una realtà piena di amore, di qualche spigolo, e di tanta verità! Ma sento che sei sulla buona strada! 🙂

    Mi piace

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