LA FUGA (NELLA FANTASTICHERIA) È FINITA.

Interno giorno, in una camera d’albergo come tante. Ma il luogo non conta, quando sei con chi ami.

Erano soli, insieme. Lei, imbarazzata, lui, sicuro di sè. Belva feroce e preda spaurita: connubio perfetto.
La testa piena di pensieri, il suo cervello non le dava tregua. Se anche non avesse avuto nulla a cui pensare, se lo sarebbe costruito.
Film mentali. Sogni.
Fantasticherie in cui rifugiarsi.
Da quando la sua saggia amica le aveva dato quella definizione, si compiaceva nell’usarla per giustificare ogni colpo di testa. E cazzo, se ne aveva fatti, negli ultimi anni. Cercando qualcosa, forse qualcuno. Qualcuno ma non chiunque.
L’aveva trovato in Lui. Aveva deciso di fermarsi, di farsi catturare, si era arresa.
Di solito concedeva il beneficio del dubbio: tanto per cambiare, gli aveva donato fiducia. Amen.
Spargimento di sangue o meraviglia: poteva saperlo solo il Destino.
Si affidò ad entrambi.

Immobile. Ferma. Silenziosa.
Lui le girò intorno come uno squalo. Sensazione di eccitante terrore, morsa allo stomaco. Piacere.
Sospirò, travolta e sopraffatta da quell’enorme carico di sensazioni, emozioni, desideri(o), sentimenti.
Tutto quello che aveva sempre desiderato, insomma, e colui che la sconvolgeva era lì, davanti a lei, intorno, dentro.
Le si avvicinò alle spalle scostandole i capelli e la baciò sul collo. Un bacio a fauci spalancate, lingua a leccarla. Uno di quei baci che si tramutano in morsi. Morse.
Un fremito la percorse come una scossa. Brividi.
Le vennero in mente una stupida canzone anni ’80 e qualche scena di Twilight… strane associazioni di idee. Tornò in sè.
“Smetti di essere indietro o avanti nel tempo, o in qualche dimensione parallela, cazzo, Alice. Sei qui, ora, con Lui. Piantala di fare la bambina!”

Iniziò a spogliarla, piano. Un Padrone spoglia la sua schiava, pare. Se ne prende cura, sembra. La ama, dice.
Quando fu nuda, si allontanò per guardarla. Lei invocò un’eclissi di sole, un cortocircuito o l’Apocalisse, a scelta. Sbirciò di sottecchi.
Sorrideva. “Ok, non è scappato.”
Alzò gli occhi e li piantò nei suoi.
Baciami, Padrone.
(Che non so se si può dire, ma lo disse, anche perché la storia è mia!)
La attirò a sè e la baciò. Un’infanzia di libri Harmony non si dimentica mica in un istante, nevvero…
Comunque, mi distraggo… Lui mi distrae. Loro mi distraggono.
La afferrò e la fece accucciare a quattro zampe. “Ti userò, cagna, per affermare il mio possesso. Poi giocherò con te. Dopo. E godrai del tuo premio: la frusta!”
(Che culo, oserei dire, avere ‘ste fantasie e ‘sti desideri e trovarseli realizzati tutti assieme. Di botto. Da farti scoppiare il cuore di felicità in una cascata di coriandoli.)
Percepì il tintinnare della fibbia della cintura, la zip dei pantaloni… Trattenne il fiato. Desiderava sentirlo dentro, sentiva il calore del suo cazzo a un millimetro dalla figa, bagnata, pulsante. Anelante.
“Non dimentichi nulla, schiava? Devi implorarlo.”
Sticazzi, pregò e implorò.
Lo voleva da impazzire. Si concesse. (Lui o lei, a scelta).
La impalò e la scopò. Non aveva desiderato altro.
Poi non venitemi a dire che i sogni non si realizzano: anche quelli grandi, anche quelli impossibili. Anche.
Anche ondeggianti in un amplesso furioso. Ansimi, gemiti e grugniti.
Godimento assoluto, animale.
La belva brancò la sua preda e ne fece scempio. Paradisiacamente posseduta.
Aveva iniziato da mente, anima e cuore, in ordine sparso.
Completò con la carne.
Orgasmo travolgente, passione obnubilante. Il primo.
E chi vuol capirci qualcosa, in quei momenti: vuoi solo esserci.
Orgasmo appagante, il secondo, lui la seguì inondandola di sperma.
Da lì non sarebbe più uscito.
L’aveva arpionata e marchiata da dentro. Roba Sua.
Le accarezzò i fianchi, dolcemente, si chinò su di lei, le morse la spalla, forte… Le sussurrò: “ho voglia di frustarti, adesso, Alice. Poi ti userò, ancora. Più godrai del dolore, più soffrirai del piacere. Alternati.”
Ha senso? Non lo so.
Nulla ha più senso, ormai.

Dissolvenza.
Buona Epifania,
Mio Amore.
Amore Mio.

2015/01/img_6897.jpg

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...