REGALI…

Quella mattina trovò un pacchetto sullo zerbino. Lo infilò frettolosamente in borsa e si recò al lavoro. Era maledettamente in ritardo; lo avrebbe aperto prima di iniziare…
Parcheggiò ed estrasse la scatolina, la aprì e sorrise. C’erano un regalino e un biglietto con delle istruzioni.
Proprio quel che ci voleva, in quel torrido sabato di giugno: un brivido di piacere. La mattinata trascorse in fretta, pranzò con una collega e poi… Poi, finalmente, si chiuse in bagno.
Si infilò l’ovetto vibrante dopo aver attivato l’interruttore, e gli inviò un sms: “Fatto… Aspetto…”
L’ovetto si mosse in segno di risposta. Ora si che il pomeriggio si sarebbe fatto interessante!
Le vibrò anche il cellulare “Desidero che l’unico pensiero che tu abbia oggi in mente siano l’immagine del mio cazzo e la tua voglia di me.”
Sospirò… Le brillavano gli occhi dall’eccitazione. Sarebbe stato il suo segreto. La complicità che li univa era ciò che aveva sempre sognato.
Furono le quattro ore più lunghe, piacevoli ed eccitanti da molto tempo a quella parte, in sua assenza.
Gli impulsi si susseguivano, ormai era veramente al limite, la figa le si contraeva e pulsava, colante di umori. Il piacere che le procurava era quasi doloroso… Una lenta agonia che la fece distrarre più di una volta: guardava i clienti senza capire una sola parola, annuiva, sorrideva e passava la palla ad una delle sue colleghe.
Sms “Non pensare neanche un minuto di darti piacere da sola. TU-SEI-MIA.”
Uff… Era proprio quello che voleva fare!
Alle sette, lui la stava aspettando nel parcheggio. Avrebbe recuperato la sua macchina quella notte, o magari la mattina seguente… Magari…
“Buonasera cagnetta, vediamo se ti è piaciuto il mio regalo”, le sussurrò dopo averla baciata.
Frugò tra le sue cosce e, soddisfatto, le fece succhiare le sue dita umide.
“Mi piaci bagnata. Mi piaci e basta.
Ora andiamo a cena, e poi voglio scoparti come se non ci fosse un domani.”
Risero. “-Non possiamo saltare la cena? -Affatto. Ho fame. E non solo di te.”
Lei mise il broncio.
Aspettare ancora sarebbe stata una tortura, ma… Ne sarebbe valsa la pena!

REGALI

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