MAI DIRE MAI…

Aveva sempre, sempre, sempre detestato l’idea di essere “l’altra”.
L’altra cosa, poi?
Quella da orario d’ufficio, da giorni feriali, da ore rubate e sotterfugi? Che palle! Che orrore! Che noia!
Vivere nell’ombra le dava i brividi.
Aveva il sangue gelato, come una lucertola a novembre.
Cercava spicchi di sole al quale scaldarsi. Ma il sole è mutevole, le nuvole numerose, la notte dietro l’angolo.
Così, si era trincerata dietro il MAI più assoluto di sempre.
Fino al giorno in cui arrivò lui… Con la sua risata argentina, l’accento dei suoi sogni, i suoi baci e le parole fatate. Si lasciò incantare come un serpente al suono del flauto.
Da lucertola a cobra. Un salto avanti in eleganza, ma sempre rettile era.
Cambiava pelle di continuo, idea in maniera ancor più repentina, finchè lui non c’era. Finchè non c’era lui.
Quando lui mancava, cercava di sgattaiolare fuori dalla cesta di paglia, strisciare nel deserto e nascondersi sotto cumuli di sabbia rovente.
Ma… C’è un ma… Il pifferaio magico aveva operato un incantesimo: l’aveva fatta innamorare.
Mai più, aveva detto.
Mai di un uomo impegnato, si ripeteva categorica.
Mai… Mai dire mai.
Mai un cazzo.
Amava il suo MAI sopra ogni cosa.
E dunque, sonnecchiava nella sua cesta intrecciata, escogitando piani di fuga che non avrebbe mai voluto mettere in atto.
Aspettava, semplicemente.
Lo aspettava, desiderando solo di riascoltare la musica che le avrebbe fatto danzare il cuore.
Come ora… Come ogni giorno… Come sempre.
Lei ti aspetta.

alise2

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